STORIA

OGGI

Oggi le attività sono orientate principalmente verso aspetti riabilitativi-abilitativi educativi, con un forte coinvolgimento delle famiglie attraverso programmi di lavoro strutturati e monitorati nel tempo.

Tali programmi sono fruibili da ospiti con un livello di disabilità sia lieve che medio, e si rivelano strategici perchè l’attività occupazionale può diventare occasione di apprendimento fondamentale per il recupero delle capacità residue.

Al momento attuale, l’attività della Cooperativa è focalizzata sulla centralità della persona con un’attenzione al suo recupero psicoeducativo, alla sua “abilitazione”, alla sua integrazione sociale, attraverso progetti individualizzati volti ad una sua maggior autonomia nel contesto d’appartenenza.

La Cooperativa Guardini si colloca in un ambito sociale molto ricco di iniziative socio-educative con numerose altre Cooperative e Istituzioni Onlus che si occupano di persone disabili sia a livello di trattamenti diurni, sia a livello di interventi di residenzialità.

2015

La Cooperativa festeggia il prestigioso traguardo dei 35 anni di fondazione organizzando una giornata di Porte Aperte al pubblico. Viene celebrato il tretacinquesimo anno di fondazione con lo speciale annullo con cartolina numerata.

2011

Per questioni di paventato “conflitto di interesse” avviene un nuovo avvicendamento alla Presidenza del Consiglio di Amministrazione. L’anno vede anche la conclusione della collaborazione con il consulente psicologo ed il mantenimento e garanzia del servizio, grazie ad una nuova collaborazione specialistica. Particolarmente significativo è l’intervento sulla modificazione ed attualizzazione degli spazi per una migliore organizzazione e realizzazione degli interventi educativi.

2010

Si registra, in occasione dell’Assemblea Soci annuale, il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e la nomina di un nuovo Presidente. Si celebra il 30° di Fondazione con eventi per la cittadinanza e l’uscita di una pubblicazione redatta e realizzata dagli utenti.

2009

L’anno segna un significativo numero di sostituzioni del personale per maternità, ben sei! Questi eventi non disequilibrano comunque la programmazione, il clima di lavoro e l’attenzione alla persona.

2008

Proseguono i nuovi ingressi di utenti; sono portati a tempo pieno coloro che frequentano a part-time. Complessivamente, gli ospiti della Cooperativa sono 39 e si registrano nuove assunzioni. La Cooperativa si avvale di una consulenza psichiatrica.Il nuovo anno vede l’avvicendamento, per pensionamento, nella direzione, in prosecuzione e continuità con gli orientamenti e principi definiti.

2004

La chiusura dell’anno vede l’assunzione di tre nuove dipendenti, particolarmente orientate all’ambito educativo. Ambito che sempre più da allora viene rinforzato e curato come parte integrante dell’offerta formativa della Cooperativa. Gli operatori  sono ora 14.

Dopo il trasferimento nella nuova sede, nel febbraio dello stesso anno, si registra un ulteriore incremento nel numero di ospiti con 6 nuovi inserimenti. Inoltre sono stati portati a tempo pieno coloro che frequentavano a part-time. Complessivamente, gli ospiti che frequentano la Cooperativa sono 39.

2003

Nel dicembre dell’anno 2003 il trasferimento nell’attuale sede di via Pasqui, 63 con un accoglienza di 23 utenti ed un gruppo allargato di dipendenti.

2002

Quest’anno segna un momento di svolta quando il Consiglio può imprimere una nuova spinta concretizzando un’idea elaborata per lungo tempo.

Vengono ridefiniti obiettivi e metodi di lavoro e orientatati a rispondere in maniera più efficace ai bisogni dell’utenza. Le attività sono finalizzate più direttamente verso obiettivi riabilitativi, abilitativi, formativi-educativi con l’utilizzazione di programmi individualizzati, con turn-over programmato degli ospiti coinvolti nelle singole attività specifiche, con verifica periodica del raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Nella nuova impostazione, l’attività lavorativa diventa occasione di ulteriore crescita e di formazione, fondamentale per lo sviluppo di abilità potenziali ancora disponibili, attraverso l’apprendimento di nuove conoscenze, la generalizzazione di abilità già possedute e di comportamenti acquisiti da utilizzare in ambito sociale più allargato.

2001

Si avvia un progetto sperimentale di intervento sul metodo e sulle tecniche secondo la teoria cognitivo comportamentista che avvia il percorso di presa in carico e attenzione alla persona molto più vivace e specifico rispetto alle caratteristiche proprie di un Centro Socio Occupazionale. Il tutto viene finanziato su progetto dalla Fondazione Umanamente della RAS.

1992

Dal 1992 ad oggi la cooperativa si espande sempre più accogliendo nuovi ospiti. Questo grazie anche ai numerosi volontari e alla loro opera determinante, concreta e solidale.

1991

Nel 1991 la cooperativa C.I.L.S. diventa Cooperativa di Solidarietà Sociale “Amalia Guardini”, in omaggio alla fondatrice nel frattempo scomparsa. Viene consentito l’accesso ai maschi. Il personale della Cooperativa si arricchisce di figure quali il coordinatore responsabile, lo psicologo e il logopedista.

Viene dato impulso ad attività extralavorative quali attività motoria, corsi di nuoto, animazione musicale, uso del computer, gite a carattere culturale, visite guidate nel territorio, ecc.

Oltre alle attività di gruppo, che sviluppano soprattutto le capacità di socializzazione e collaborazione, anche le attività individuali occupano un ruolo importante.

1989

Successivamente viene attivato il laboratorio di maglieria e altre tre ragazze si aggiungono alle prime con un’operatrice magliaia. Negli anni successivi l’attività lavorativa viene differenziata, per dare risposta più adeguata ai bisogni delle ospiti nel frattempo accolte. Nasce così nel 1989 il laboratorio di assemblaggio.

1980

La società cooperativa sociale “Amalia Guardini” viene fondata il 18 aprile 1980, con il nome di C.I.L.S. (Cooperativa Iniziative Lavori Sociali) in seguito a un’intuizione della sig.na Amalia Guardini, allora Direttrice dell’Istituto Opera A. Barelli, cui si uniscono un gruppo di genitori e cittadini particolarmente sensibili alle situazioni di svantaggio.

Lo scopo è quello di garantire a persone in situazione di svantaggio l’opportunità di proseguire l’iter di recupero abilitativo iniziato con i corsi di scuola. Si pensa a un lavoro di tipo artigianale, così viene avviato un laboratorio di sartoria per il quale sono coinvolte quattro ragazze e due sarte.